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Paragrafo 3 . Dai primi contrasti all'inizio della guerra.

     
L'autonomia delle colonie americane era favorita anche dalla  iniziale
assenza  di  un  rigido  controllo della corona  sulle  loro  attivit
economiche, per cui, nonostante l'obbligo di commerciare solo  con  la
madrepatria  e  di non praticare attivit manifatturiera,  i  mercanti
americani poterono esercitare su larga scala e senza troppe difficolt
il  commercio  di contrabbando ed anche le industrie ebbero  un  certo
sviluppo.
     La  situazione cominci a cambiare nel corso della prima met del
Settecento,  quando i mercanti e i piantatori inglesi  delle  Antille,
danneggiati  dalla  concorrenza  delle colonie  francesi  dell'America
centrale  che  vendevano al nord i loro prodotti a prezzi  pi  bassi,
ottennero dal parlamento di Londra l'imposizione di dazi sulle melasse
e sugli zuccheri provenienti dai paesi stranieri o dalle loro colonie,
destinati  in gran parte alle distillerie della Nuova Inghilterra.  Il
provvedimento  adottato  nel 1733, il Molasses  Act,  ebbe  in  realt
scarsi  effetti,  grazie  al  contrabbando  ed  alla  corruzione   dei
funzionari doganali, ma aliment un diffuso malcontento.
     I  primi gravi contrasti iniziarono dopo la guerra dei Sette anni
(1756-1763), che, come abbiamo visto (vedi capitolo Due, paragrafo  5)
in  America  fu caratterizzata da duri scontri fra le truppe  inglesi,
affiancate  da numerosi contingenti di coloni, e quelle francesi,  cui
si  unirono alcune trib indiane. Offrendo un contributo decisivo  per
l'esito  vittorioso  del conflitto, le colonie  acquisirono  coscienza
della propria forza e rafforzarono i legami tra di loro, maturando una
pi distinta consapevolezza della propria comune identit.
     
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     Allo   stesso  tempo  la  sconfitta  della  Francia  e   la   sua
conseguente eliminazione dal Nord-America non rendevano pi necessario
il  sostegno militare della madrepatria e consentivano una pi agevole
conquista di altre terre.
     Le   aspirazioni   dei   coloni  vennero  per   inaspettatamente
frustrate    dalle   decisioni   della   corona    e    del    governo
britannici.  Nell'ottobre del 1763, infatti, un  decreto  regio  viet
l'espansione al di l dei monti Appalachi.
     La  situazione si fece pi tesa nel corso degli anni  successivi,
in  seguito  all'emanazione  di provvedimenti  fiscali  da  parte  del
parlamento britannico, volti a coprire le ingenti spese sostenute  per
l'amministrazione e la difesa dell'impero, che dal 1748 al 1764  erano
cresciute  di  cinque volte. Nel 1764 venne varato il Sugar  Act,  una
legge  che  ristrutturava tutto il sistema daziario,  per  frenare  il
contrabbando tra le colonie inglesi e le Indie occidentali francesi  e
spagnole,  e  contemporaneamente aumentava le imposte  doganali  sullo
zucchero raffinato, il caff, i vini e altri generi. L'anno successivo
lo  Stamp  Act  istitu la tassa del bollo su giornali,  atti  legali,
fatture commerciali e altre pubblicazioni stampate.
     I  coloni  si  sentirono  colpiti non  solo  nei  loro  interessi
economici,   ma   anche  nei  loro  diritti  di   cittadini   inglesi;
l'imposizione  di  nuove tasse, infatti, andava  contro  il  principio
della   No  Taxation  Without  Representation  (niente  imposte  senza
rappresentanza).  Appellandosi ad esso, i  delegati  di  nove  colonie
presentarono  una  petizione  al  re  e  al  parlamento,  nella  quale
affermavano che solo alle assemblee legislative coloniali spettava  il
potere di imporre tasse alle colonie stesse.
     La  reazione dei coloni non si limit alla protesta legale, ma si
concretizz  anche  nel boicottaggio delle merci inglesi,  in  tumulti
popolari  e  in  azioni  intimidatorie nei  confronti  dei  funzionari
britannici.  Attivi  promotori di tali iniziative  furono  i  sons  of
liberty  (figli della libert), un'associazione segreta capeggiata  da
Samuel Adams nel Massachusetts e da John Lamb a New York.
     Nel  1766  il  parlamento  di Londra  revoc  lo  Stamp  Act,  ma
contemporaneamente  ribad la propria supremazia e,  l'anno  seguente,
introdusse nuovi dazi sulla importazione nelle colonie di varie merci,
tra  cui  il  t, la carta, i colori, il vetro e il piombo.  I  coloni
reagirono     intensificando    il    boicottaggio     delle     merci
britanniche.  Particolarmente tesa era la situazione a  Boston,  dove,
per  garantire l'applicazione dei provvedimenti fiscali,  erano  stati
inviati due reggimenti inglesi; qui, il 5 marzo del 1770, nel corso di
una  manifestazione  di protesta, alcuni soldati britannici  spararono
sulla folla uccidendo cinque persone.
     Il  ritiro  delle  nuove  imposte,  tranne  quella  sul  t,  non
miglior  la  situazione; questa precipit definitivamente  nel  1773,
dopo  l'approvazione da parte del parlamento inglese di una legge che,
concedendo il monopolio del commercio del t in America alla Compagnia
delle   Indie,   procurava   gravi   danni   economici   ai   mercanti
nordamericani.
     La  risposta  dei  coloni non si fece attendere:  in  vari  porti
venne  impedito  alle navi inglesi di scaricare il t della  Compagnia
delle  Indie;  il  16 dicembre del 1773, nel porto  di  Boston  alcuni
esponenti del movimento dei sons of liberty, tra cui lo stesso  Samuel
Adams,  salirono su alcune navi della Compagnia gettandone in mare  il
carico  di t. Dopo questo episodio, ironicamente definito Boston  tea
party  (festa del t di Boston), i contrasti tra colonie e madrepatria
diventarono insanabili. Il parlamento britannico adott provvedimenti
     
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     assai   duri:  il  porto  di  Boston  venne  chiuso,   i   centri
economicamente pi importanti furono occupati dalle truppe inglesi, le
funzioni  esecutiva e giudiziaria del Massachusetts furono riassegnate
a   funzionari  e  tribunali  inglesi.  Vennero  inoltre  fatte  ampie
concessioni  ai  coloni francesi del Canada, che di  fatto  impedivano
l'espansione dei coloni inglesi in quei territori.
     Nel  1774  si tenne a Filadelfia un primo congresso continentale,
al  quale parteciparono i rappresentanti di tutte le colonie,  eccetto
la  Georgia.  Le imposizioni inglesi vennero respinte,  fu  decisa  la
formazione di un'associazione continentale con il compito di  dirigere
il  boicottaggio e venne realizzata una prima forma di  organizzazione
militare, composta di volontari (i minute-men), che si dicevano pronti
a  sospendere  il  lavoro e prendere le armi in un  minuto.  I  coloni
comunque  continuarono a dichiararsi sudditi della corona e lasciarono
margini  alle  trattative  con  la  madrepatria.  Ogni  tentativo   di
mediazione,  per,  fall  e,  in  un  clima  di  crescente  tensione,
nell'aprile del 1775 a Lexington e a Concord nei pressi di  Boston  si
verificarono scontri tra le milizie coloniali e le truppe britanniche,
che segnarono l'inizio della guerra.
